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eventi trovati :  116  |  eventi caricati :  10

Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo".

E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina.

I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità, un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità, ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta".

Le date:
24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli
29 marzo Firenze, OBIHall
30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica
27 maggio Genova, Teatro Carlo Felice





Rating: 0 Voti
c'ero

Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo".

E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina.

I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità, un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità, ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta".

Le date:
24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli
29 marzo Firenze, OBIHall
30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica
27 maggio Genova, Teatro Carlo Felice





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Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo".

E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina.

I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità, un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità, ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta".

Le date:
24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli
29 marzo Firenze, OBIHall
30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica
27 maggio Genova, Teatro Carlo Felice





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Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo".

E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina.

I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità, un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità, ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta".

Le date:
22 gennaio Toprino, Teatro Colosseo
24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli
29 marzo Firenze, OBIHall
30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica





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Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo".

E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina.

I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità, un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità, ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta".

Le date:
22 gennaio Toprino, Teatro Colosseo
24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli
29 marzo Firenze, OBIHall
30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica





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Parte il tour 2016 di Roberto Vecchioni "La vita che si ama", ispirato all"'ultimo libro dell"'artista, edito da Einaudi nel quale esplora la felicità, partendo dall"'universo degli affetti. Il filo conduttore dello spettacolo è costituito dai frammenti della memoria personale racchiusi in 45 anni di canzoni, da quelle meno consuete come "Stelle" e "Figlio figlio figlio" a "Sogna ragazzo sogna". La scelta è quella di prediligere i brani personali rispetto a quelli intellettuali per raccontare, attraverso la musica e le parole, la felicità che ci si porta sempre addosso, le gioie vissute, i dolori dimenticati e superati che appartengono a quel tempo definito da Vecchioni "verticale". Il cantautore in questo spettacolo gioca con l"'ironia, si immerge nel ricordo, rincorre la sua passione per costruire un bilancio in cui i giorni che sembravano più neri hanno lasciato il posto a quelli più luminosi. Vecchioni lascia volutamente da parte il repertorio costituito da personaggi mitici e storici che frequenta solitamente per creare un clima intimista ed attingere dalle cose belle della propria vita, come il ricordo della mamma descritta in "Dimentica una cosa al giorno" e "Un lungo addio" dedicato alla figlia. Non mancheranno i classici da "Luci A San Siro" a "Chiamami ancora amore".

La data:
13 agosto Porto Recanati - Arena Gigli



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