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mercoledì 29 marzo 2017
Roberto Vecchioni Firenze (FI) |
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Da gennaio partirà il tour che toccherà i più prestigiosi teatri italiani. Il professore sarà accompagnato dalla "band storica", costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).
La musica e la letteratura, universi di riferimento imprescindibili e componenti identitarie del cantautore si fondono in un lavoro nel quale Roberto Vecchioni padre si racconta ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo. "Canzoni per i figli" è un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - "Figlia" e "Le Rose Blu" - a quelli meno noti - "Canzone da lontano" e "Un lungo Addio" - riarrangiate, risuonate, ricantate e riconcepite, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall"'originale come ad esempio nel brano "Quest"'uomo". E"' un lavoro acustico, scarno nel senso che rinvia alla scoperta dell"'essenza delle cose, nel quale prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L"'impianto compositivo è classico, è quello della poesia accompagnata da uno strumento, quasi come se la voce matura e puntuale del cantautore si "appoggiasse" alla chitarra e al violino e gli altri strumenti costituissero un contorno. Tra le sorprese, "Canzone da lontano", delicata e tenera ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall"'album Montecristo ormai introvabile, la versione recitata di "Figlio figlio figlio" e l"'arrangiamento nuovo di "Un lungo addio", dedicata a Carolina. I brani sono tenuti insieme da un filo narrativo che parte dal racconto del "mestiere" di padre, di quell"'uomo che ha insegnato "la grandezza della malinconia", sentendosi buffo e ridicolo nell"'aspettare dietro la porta che i figli tornassero a casa ("Quest"'uomo") e si conclude con un ribaltamento dei ruoli perché quello stesso uomo diventa figlio e si rivolge alla madre con la canzone "Dimentica una cosa al giorno" e il monologo profondo e toccante "Che c"'eri sempre", commentato musicalmente dalla chitarra e dal violino. Un"'opera nuova, la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un libro pieno di memoria e di felicità , un"'ouverture per percorrere attraverso l"'ascolto in sequenza dei dieci brani la bellezza e la difficoltà di essere padre e di riscoprirsi infine figlio, perché, come scrive Vecchioni, "non si è felici nell"'imperturbabilità , ma nell"'attraversamento del vento e della tempesta". Le date: 24 gennaio Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli 29 marzo Firenze, OBIHall 30 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica 27 maggio Genova, Teatro Carlo Felice |
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